ViaggiAMO

LA PUGLIA E’ UNO STATO D’ANIMO

31 Agosto 2020

La Puglia è uno “stato d’animo” .

Frase letta su una maglietta mentre girovagavo per Alberobello, una frase che mi è entrata nelle vene.

Non è facile riuscire a sentire il senso d’appartenenza a questa terra se non ci sei nata, ma girando per i suoi borghi, per le sue spiagge, conoscendo la gente del posto è un po’ come se per osmosi quel senso d’appartenenza ti venisse iniettato nel sangue. 

Le tradizioni culturali e gastronomiche sono talmente forti e radicate che tutto assume una dimensione ricca di tanto, anche se non hai origini lì.

La decisione di trascorrere le vacanze in Puglia è stata realizzata durante il lockdown quando speranzosi di un miglioramento e di potersi fare qualche giorno a giro, sapevamo già che uscire dall’Italia non sarebbe stato saggio. 

Si sa, la Puglia in Agosto è sicuramente come un tuffo in una piscina piena di gente, impossibile! 

Quest’anno poi così particolare, dove il distanziamento è un punto fondamentale e necessario, come prime opzioni avevamo Basilicata, Molise e Abruzzo ma con un 15 enne al seguito non ci sembrava il caso e anche se non è stato facile trovare spiagge in Puglia ( per questo molti posti abbiamo deciso di non vederli) siamo comunque riusciti camminando un po’ di più, a scovare posti più tranquilli con meno turisti.

A margine: il quindicenne non è stato soddisfatto neppure della Puglia come del resto dell’Albania l’anno prima, al momento pare che tutto ciò non sia Usa venga bannato come ‘schifezza’ !

Insomma alla fine in Puglia ci siamo stati 8 giorni, e abbiamo conosciuto un Sud fiero, orgoglioso di tutto ciò che offre, dedito ad accogliere i turisti con cortesia ed eleganza, un Sud che crede nella sua terra, e ne protegge cultura e tradizione. 

Dopo aver fatto per una notte sosta fuori #Andria , dormendo qui, il nostro giro inizia da #Trani la bella, che con la sua Cattedrale Romanica color miele, fa la guardia al porto nel quale pullulano pescherecci colorati e caratteristici.

Una Cattedrale che sembra ricamata e abbellita con pizzi e merletti, questo mi viene in mente tutte le volte che ho la fortuna di vederla.

E poi c’è il Castello Svevo anch’esso sul mare, punto di forza della città che si vede avvolta dalle sue onde.

Per arrivare a Trani da Andria, (soli 14km circa…) ci siamo fidati del navigatore, ma la strada per giunta sterrata puntava dritta in mezzo al nulla o Narnia…

Ci siamo trovati con il nostro super pulmino bello scricchiolante ( un’occasione ci hanno detto all’autonoleggio), immersi nel verde delle campagne pugliesi, in un silenzio suggestivo, tra serre e grappoli d’uva grandi bianchi e neri che finiranno sicuramente presto in qualche bottiglia.

Il paesaggio era davvero una meraviglia se non fosse stato per la paura di immaginare scenari drammatici in cui si buca una ruota, il segnale del telefono scompare, il navigatore ti lascia solo, qualche cane che difende la sua proprietà ti rincorre o peggio ancora qualche contadino ti spara perché sei entrato senza volere nella sua vigna.

E da questo capiamo quanto sia inesplorata la Puglia, insomma in linea d’aria a meno di 5 km da Trani ti trovi immerso in uno scenario bucolico mai visto prima!

This is Puglia! Come canterebbe qualche spot in tv…

E se non ti fermi ai soliti itinerari turistici e pubblicizzati scopri borghi come #Carovigno che merita una passeggiata per i suoi vicoli, una visita al suo castello, una sosta in uno dei ristoranti tipici e se ne avete tempo anche una notte in hotel.

La sera illuminato da piccole lampadine gialle, assume un’aria retro’, un mix fra presente e passato.

Si, perché a Carovigno il tempo si è fermato e passeggiando per le sue vie non capisci se ti trovi, in Spagna, Messico o sul set di qualche film western di Sergio Leone…

Ti svegli dal sogno e ti accorgi di essere sempre in Italia quando ti si avvicina Domenico 80 enne del posto che dietro alla sua mascherina rigorosamente portata su naso e bocca, ti parla in una lingua non molto comprensibile ( pugliese credo…) e controlla che i pochi turisti che visitano la sua cittadina rispettino scrupolosamente le regole anti Covid, ricordando che li non hanno avuto nemmeno un caso.  Lui è il guardiano  di #Carovigno, e te davanti a tanta semplicità e dolcezza ti sciogli come un gelato al sole e capisci quanto sia importante proteggersi e proteggere, quanto sia importante il rispetto per gli abitanti incontaminati e belli di un fiabesco borgo sospeso nel tempo. 

Questi “posti-sensazione” non sono tangibili ma percepibili, appunto come uno stato d’animo. 

CAROVIGNO

Ci spostiamo ancora.

CEGLIE MESSAPICA

Ed è stato bello, quasi commovente quando Rocco della Gastronomia “Terra di Juso” (Via Bottega di Nisco, 4, 72013 Ceglie Messapica BR) a #Ceglie Messapica ci ha descritto perfettamente la provenienza di tutti i prodotti che ci ha servito per cena. 

-“Quando ami la tua terra il posto in cui sei nato, vivi con la tua famiglia e a lei sei legato in un modo viscerale e indissolubile, il modo migliore per celebrarla è quello di dedicare il tuo lavoro e le tue giornate alla esaltazione di ciò che di buono ci offre” …racconta Rocco, e prosegue dicendo:

-“ E’ da questo proposito che io e mia moglie Pina ci siamo lasciati ispirare per la nascita di Terra di Juso:

che non è altro che la celebrazione del posto che amiamo. 

E infatti è così, la loro missione è nella qualità degli ingredienti, nella scelta di materie prime, fornitori rigorosamente solo locali o regionali, che fanno del loro lavoro una vera dichiarazione d’amore.

Ed ecco che salumi, formaggi, frutta, confetture e verdure sott’olio ci vengono servite in un susseguirsi di taglieri e piccoli piatti, sotto un piccolo pergolato con tovaglie blu e bianche. Per proseguire con le bombette (involtini di carne fresca di maiale ripieni solitamente di formaggio, sale e pepe), costolette di capriolo, salsiccia e scottona.

A #Ceglie Messapica ci sono infiniti localini uno più bello dell’altro quello di Rocco e Giuseppina è sicuramente meno appariscente e meno fashion ma vi consiglio di provarlo per entrare in contatto con dell’ottimo cibo e per conoscere due belle persone, una cosa non da poco.

Cesti di vimini, cassette di legno, piante di cactus, fichi d’india, damigiane di vetro verdi, capasoni, maioliche, iuta, corda e pizzo. E poi ancora  colori, profumi e sapori che si dissolvono nelle fresche sere mitigate dal vento marino.

A questo penso se mi chiedete della Puglia. E vogliamo parlare della bellezza della Val D’Itria? 

Ho letto sia una depressione carsica che racchiude i comuni di Locorotondo, Cisternino, Martina Franca, Alberobello e Ceglie Messapica. 

Fatto sta che quella Valle è proprio intensa, ricca di ulivi secolari che con le loro radici ben piantate nella terra rossa raccontano una storia d’amore. Per non parlare degli alberi di fico, alberi di fico ovunque anche in campi non recitati dove sei perennemente tentato a fermarti per raccoglierli ma sai di non potere, perché pur di qualcuno saranno.

Ed è #Alberobello un’altra meta da non perdere anche se su questa non posso giocarmi la carta “del meno turistico” L’abitazione caratteristica di questa zona come tutti sanno è il trullo, una costruzione di forma conica, un tempo dimora dei contadini. 

Gran parte del centro abitato di Alberobello è costituito da trulli e dal 1996 rientra, per questo motivo, tra i siti patrimonio dell’umanità dell’UNESCO. 

Qui abbiamo pranzato da “Oil ó Bistrot”, dove è il proprietario che porta ai tavoloni con sgabelli posti fuori dal locale, prelibatezze locali. Mozzarella fresca che trasuda latte, piccole burrate, stracciatella, affettati e focaccia barese.

Capocollo e bollicine per pranzo, il vero lusso della semplicità ! Considerando il caldo, il sole a picco e un cielo celeste intenso che stordisce, oltre alle bollicine ovviamente, abbiamo lasciati i trulli da ci-trulli con tante tante risate e qualche giramento di testa.

Ma in fondo il bello del viaggiare è anche questo lasciarsi andare e godersi il momento.

Ma sono davvero tanti i borghi in Puglia da visitare, #Locorotondo per esempio così chiamata perché si estende in modo circolare, è una graziosa cittadina che offre dei panorami mozzafiato sulla valle. O #Cisternino, considerato uno dei borghi medievali più belli d’Italia (che, nel suo centro storico, presenta testimonianze dell’influenza turca (ho letto) riconoscibile  nelle sue case basse con le scale esterne per accedere ai piani superiori o le piccole vie sovrastate da archetti, tutti elementi riscontrabili nell’arte orientale.

LOCOROTONDO

Ci siamo andati perché volevamo ammirare la magia dei centrini all’uncinetto sospesi sui suoi vicoli, sono le installazioni del progetto «Rainbow» dell’artista e designer Bernardo Palazzo. Un inno all’arte e maestria delle donne che con grande pazienza e tecnica tessono su tela disegni, quasi fossero dipinti, traendo ispirazione dalla natura. 

E resto invece letteralmente a bocca aperta quando Mirko un nostro amico che vive a Lucca, lavora a Pisa ma è originario della Puglia che qui incontriamo per un caffè, ci chiede:

-“Siete stati ad Acaya!!?”

#Acaya lo avevo letto pochi giorni prima su uno dei cartelli marroni che identificano aree archeologiche, e con la mia solita fame di vedere e visitare, avevo esclamato che ad Acaya non possiamo non andare!! Tutti a ricordarmi che non avevamo un mese ma pochi giorni e che non potevamo cambiare itinerario ogni volta che mi imbattevo in qualcosa per me di stuzzicante. Ok, mi rassegno…

E invece no! Sono certa che è tutta una questione di energie, pensi a una cosa che intensamente vorresti fare o vedere e per magia quell’idea inizia a fluttuare nell’aria fino all’universo. Se sei fortunata qualcuno da lassù esaudisce questo tuo desiderio-sogno e in qualche modo giorni dopo ti si RI-propone l’occasione…

Infatti Mirko dalla sua stupenda casa di famiglia, dove torna per le vacanze, ci fa strada con la sua auto attraverso la campagna pugliese, solo dopo però averci regalato un sacco enorme di fichi d’india rossi e succosi e offerto un ottimo caffè zuccherato.

Al Sud l’ospitalità è sacra!

#Acaya è una piccola frazione di 450 abitanti del comune di Vernole, in provincia di Lecce.

INGRESSO DI ACAYA

Il piccolo centro di Acaya è un esempio di città fortificata, con un castello che da poco è stato riqualificato dove eccezionalmente durante i lavori di restauro nel 2001 grazie all’abbattimento di un muro ,venne ritrovato un dipinto, tra la sorpresa degli addetti ai lavori, raffigurante una “Dormitio Virginis”.

CASTELLO DI ACAYA

Una meraviglia! Vi prego, andateci!

Ed eccoci arrivati quasi alla fine di queste nostre vacanze al Sud. 

Altra tappa, #Ostuni la bianca.

Ostuni è come un soffice vestito da sposa, una meringa gigante, un gelato alla panna dove la ciliegina non è una e non è rossa ma tutte le scale del blu. Blu come le meravigliose porte che contrastano il bianco degli edifici, blu come il mare che salendo nella parte più alta del paese vedi all’orizzonte, blu come il cielo che inevitabilmente noti dai tuoi grandi occhiali da sole mentre sorseggi una limonata fresca in uno dei tanti locali all’aperto.

Ed è proprio a #Ostuni che incontriamo Lino e Maria, entrambi seduti all’ombra di un vicolo, davanti alla loro cantina con un piccolo banchetto in legno dove espongono barattoli di olive, melanzane, peperoncini dolci e piccanti ovviamente e rigorosamente Hand-Made.

Sono una coppia amabile, lui è il cuoco che sugli attenti si alza per servirci, appena lei, la “manager” dell’attività lo chiama con imponenza e autorità:

-“Lino!? Alzati! Vieni a servire i ragazzi!!! Grazie per il “ragazzi…”

Io che gli avrei comprato tutto, sia per la bontà dei prodotti, sia per la tenerezza che i due coniugi ostunesi mi facevano, ho promesso a Maria che gustando le melanzane e il resto, avrei pensato a loro!

E penso che, fra qualche anno vorrei essere esattamente come loro, felice di ciò che faccio, innamorata ancora del mio compagno, circondata da cose semplicie sane, non che voglia fare quella che dice “stop al consumismo” ma invecchiando ho semplicemente perso interesse per le cose costruite. Solo questo. 

Veniamo via da #Ostuni con un tramonto rosso alle nostre spalle da rendere fuoco il cielo. Si perché, non che sia un segreto, ma in Puglia sulla costa Adriatica il sole non tramonta in mare e questa cosa è stata un po’ dura da digerire.

Ma che Puglia è questa Puglia??!   

Ma soprattutto quante sono? E tutte belle e diverse.

C’è il Nord con Bari, le tremiti e il Gargano.

I taralli e la focaccia barese morbida e calda.

C’è la val D’Itria  con i suoi ulivi e le sue masserie.  Torre Guaceto, le città bianche, i borghi storici,  i fichi d’india grandi come palle da tennis.

C’è Torre Specchia, i faraglioni di Sant’Andrea e la Grotta della Poesia, la terra dove finisce la terra e inizia il mare, quel Salento dove abitano i venti e i colori vivono di vita propria. 

FARAGLIONI DI SANT’ANDREA
GROTTA DELLA POESIA

Lecce e Otranto (semplicemente meravigliosa) dove sbocciano le luminarie che se avessi avuto spazio sarebbero state tutte mie, e si balla la taranta nelle feste estive, si mette il latte di mandorla nel caffè in ghiaccio e un msg ti avvisa –  “Benvenuti in Grecia” – quando scendi in spiaggia. 

LECCE CENTRO
PIAZZA DUOMO-LECCE
OTRANTO
OTRANTO
OTRANTO

C’è Gallipoli terra dei più giovani, dove si balla ci si diverte e si aspetta il tramonto nel mare, qui si può, siamo dalla parte giusta.

E poi c’è Taranto, lato triste di una regione, città dei due mari coperta da anni di rassegnazione, cecità nazionale e polvere tossica dell’Ilva. 

E poi ci sono i pugliesi un gran popolo, fiero e ospitale. Ringrazio: Domenico, Rocco, Pina, Mirko, Lino e Maria per aver reso la mia estate vera e autentica.

E penso che tutto finisce troppo veloce, penso che vorrei ricominciare il giro da capo, avere il privilegio di scoprire posti nuovi e raccontarli, nel frattempo sono sempre più convinta che :

“ La Puglia è DAVVERO uno stato d’animo”

A Lecce ceniamo da L’ Ostrica Ubriaca una pescheria -ristorante-CONSIGLIATO

A Candela sul rientro pranzo ottimo con prodotti tipici da Gusti di Altri Tempi-CONSIGLIATO

You Might Also Like

No Comments

Leave a Reply