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ViaggiAMO

LA MAGICA CERIMONIA DEL TE’ ALLA MENTA MAROCCHINO

15 Luglio 2019

Durante i miei due viaggi in Marocco sono rimasta affascinata dal loro te’ alla menta, non solo per il suo piacevole sapore e buonissimo odore ma per quello che significa berlo e per la cerimonia che lo accompagna sia durante la sua preparazione sia quando viene servito all’ospite.

AMO QUESTA TRADIZIONE, PERCHE’ RACCHIUDE IN SE TUTTA L’ACCOGLIENZA DA PARTE DI UN POPOLO DAL CUORE CALDO…

Venite con me che vi spiego alcune cose meravigliose…

Da metà Ottocento il tè verde alla menta è la bevanda nazionale marocchina e simbolo di cordialità e ospitalità. Con pochi semplici ingredienti seguendo un semplice procedimento è possibile cucinarlo anche a casa. Certo la menta non è la stessa che si trova sui banchetti nella medina di Fez ma …

Le vie di fez

Gli ingredienti sono pochi e semplici da reperire:

  • Acqua bollente
  • Tè verde
  • Menta
  • Zucchero

Servono inoltre dei bicchieri e una teiera d’acciaio così può essere riscaldato direttamente sui fornelli. Se fate un viaggio in Marocco non potete non acquistare questo set indispensabile per ricreare il tè.

Una curiosità; In Marocco, soprattutto in inverno, quando la menta è più rara, talvolta al posto della menta si usano delle foglie di Assenzio Maggiore (chiamata Chiba in Maghreb), che fa un il tè più amaro e concentrato.

COME SI PREPARA; scaldare la teiera e versare le foglie di tè. Versarci sopra poca acqua bollente e ruotare velocemente, poi buttare via l’acqua facendo attenzione a non perdere le foglie di tè. Aggiungere menta e zucchero e irrorare con un litro di acqua bollente. Lasciare in infusione per circa 5/8 minuti (più o meno forte). Eliminare le foglie di menta che galleggiano in superficie. Servire in bicchieri di vetro.

OVVIAMENTE berlo nella sua terra d’origine a mio avviso non ha prezzo e la cerimonia è molto piu’ intensa e complessa.

Consiste nel portare su un vassoio al cospetto dell’ospite il bollitore con l’acqua, il tè verde e lo zucchero a zollette, insieme a un mazzetto di menta fresca. Si avete capito bene, “lo zucchero a zollette” infatti, il tè marocchino è molto, molto, molto dolce. Viene servito in piccoli bicchieri forse proprio perchè troppo zuccherato!

Il procedimento incomincia con il versare una piccola quantità d’acqua bollente sul tè e con il muovere la teiera effettuando dei gesti circolari per far gonfiare il tè e pulirlo dalle impurità. Vengono fatti tanti giri della teiera lenti e intensi.

Personalmente resto sempre incantata di fronte a tanta maestria e bellezza. Durante i miei due viaggi in Marocco non c’è stato proprietario di Riad che non ci abbia fatto mettere a sedere e servito subito un tè caldo facendoci sentire ben voluti…sentire a casa!

Ma torniamo al procedimento; viene poi eliminata l’acqua in un bicchiere. Si aggiunge adesso menta fresca e lo zucchero nella teiera insieme ad altra acqua bollente e la si rimette sul fuoco per pochi minuti.

A questo punto il tè è pronto a essere servito e viene versato dall’alto (ma proprio tanto alto) in piccoli bicchieri di vetro colorati e decorati, con un getto allungato che permette al liquido di ossigenarsi.

Il tè alla menta viene preparato e consumato durante tutto l’arco della giornata e viene offerto agli ospiti a qualsiasi ora. Pur essendo caldo è molto dissetante e rinfrescante, è considerato segno di apprezzamento berlo con molta calma, a piccoli sorsi, ed è bene non rifiutare nessun bicchiere, almeno finché non si arriva al terzo.

Le foglie continuano a restare in infusione per questo motivo piu’ passa il tempo e più diventa forte e il gusto cambia con il tempo di infusione.

A tale proposito i berberi dicono che “il primo bicchiere è zuccherato come la vita, il secondo dolce come l’amore e il terzo amaro come la morte“.

Ma da dove ha avuto origine?

Fu un dono della regina Anna di Gran Bretagna in segno di riconoscenza verso il sultano che aveva rilasciato un gruppo di prigionieri britannici.
Divenne molto popolare però solo nella metà del XIX secolo a causa della chiusura dei porti del Baltico durante la guerra di Crimea, che lasciò i mercanti inglesi con un eccesso di tè cinese, e nei loro sforzi di trovare nuovi mercati iniziarono a venderlo nei porti marocchini di Tangeri ed Essaouira.
Inizialmente accessibile solo alle classi ricche, divenne, tra fine del XIX e l’inizio del XX secolo, accessibile a tutte le classi sociali, diventando la bevanda più diffusa del paese.

E ora siamo pronti per bere questo profumato tè dentro a un colorato bicchierino…

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