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ViaggiAMO

BENVENUTI IN ISRAELE E NEI TERRITORI PALESTINESI

28 Aprile 2020

Al crocevia di Asia, Europa e Africa, Israele e i Territori Palestinesi sono stati, sin dalla più remota antichità, un luogo di incontro tra culture, imperi e religioni…

Eccomi qua al mio 48 esimo giorno di quarantena che decido di mettere a terra i miei pensieri! Sono finalmente pronta dopo otto mesi dal ritorno del mio viaggio in Terra Santa per potermi sedere alla mia scrivania e raccontarvi cosa ho provato a scoprire questa terra, girando insieme al mio compagno di vita e viaggio, in auto e zaino in spalla…

Complice anche “FAUDA” (significa Caos in israeliano…) una delle più belle serie su Netflix che abbia mai visto e divorato velocemente in questi giorni di clausura. La serie parla delle vicissitudini di un militare, facente parte di un reparto speciale delle forze israeliane, che con la sua squadra lotta ogni giorno per sventare attacchi terroristici. A parte i pensieri politici che non voglio assolutamente affrontare è ambientata in posti meravigliosi che ho visitato nel mio viaggio e che mi hanno risvegliato la voglia di scrivere.

Ho aspettato molto prima di scrivere questo post perché dopo ogni viaggio ho bisogno di avere un po’ di tempo per riuscire a far sedimentare tutto ciò che ho visto e le emozioni che ho provato, per questo viaggio tutto era piu’ complicato le emozioni si alimentavano giorno giorno e non riuscivo a fermarle, ma continuavano a volare alte dentro di me come del resto la gran voglia di tornare, tornare e tornare in quella terra dove tutto ebbe inizio…

Dopo ogni viaggio aspetto in genere un paio di settimane così da riuscire a raccontare il tutto in modo piu’ lucido e ordinato e potervi quindi dare anche qualche consiglio in caso anche voi stiate programmando di fare un viaggio nella mia stessa meta.

Piccola e doverosa PREMESSA, come sempre tengo a precisare che il mio scrivere nasce più per me, per avere un diario da rileggere nel tempo, un domani anche da mio figlio, e chissà forse anche dai miei nipoti!!!

Nessun consiglio da agenzia di viaggi (per questi vi consiglio Katinka Travel) o Tour Operator solo condivisione di una grande passione e di tante emozioni. Come mi piace sottolineare per me il Viaggio è vita, ossigeno e sopravvivenza…e scrivere delle mie emozioni mi rende FELICE!

Ognuno ha un suo personale modo di viaggiare, il nostro solitamente è poco organizzato. Ci informiamo molto del luogo che visiteremo, ci documentiamo su internet, leggiamo consigli da blog e personalmente adoro la guida Lonely Planet. Quando partiamo per un viaggio non programmiamo troppo, ci facciamo un percorso di massima a tappe, mi segno tutto e rileggo gli appunti giorno giorno. Il vero percorso da seguire lo creiamo giorno dopo giorno in base al tempo e alle suggestioni che i vari luoghi ci trasmettono, spesso fissiamo solo hotel di arrivo e di partenza, poi tutto dipende dal luogo che visiteremo e il periodo in cui lo visiteremo .

Agosto spesso è congestionato e occorre prenotare tutto dall’Italia ma in altri periodi tutto può essere più variabile. Dipende come dicevo anche dal luogo da visitare, in Scozia CLICCA QUI e QUI per esempio abbiamo fissato tutto dalla A alla Z perché li’ trovi sempre tutto pieno, i posti per dormire non sono tanti, mentre quando abbiamo girato l’Europa le tappe erano improvvisate giorno giorno…bellissimo!

Israele e i territori Palestinesi possono essere una meta difficile, per molti è un luogo pericoloso da visitare e ciò non è del tutto sbagliato, ma vi posso assicurare che mai la paura ha superato la meraviglia. Israele è un paese dove le ragazze fanno la leva militare obbligatoria al pari degli uomini e girano con i mitra in mano. Un esercito di ragazzini, che trovi a ogni angolo di Gerusalemme a tutti gli effetti una città militarizzata.

GERUSALEMME MATTINA PRESTO, I MILITARI A SX FERMANO UN TURISTA

E’ una terra di grandi contraddizioni, si costruiscono avveniristici grattacieli contornati da lussureggianti giardini, ma anche delle muraglie di cemento lunghe decine di chilometri protette da torrette e filo spinato per separare le zone palestinesi da quelle israeliane.

TEL AVIV CON I SUOI GRATTACIELI E SPIAGGE KMETRICHE LA MIAMI DI ISRAELE

E’ un paese che lascia tanto addosso e fa riflettere, come Gerusalemme in cui gli Ebrei ultra ortodossi convivono negli stretti vicoli della città vecchia con musulmani, cristiani e armeni e tutto è apparentemente pacifico e idilliaco finché non esplode all’improvviso l’ennesimo conflitto fra le frange più estremiste che provocano rappresaglie e vittime.

IL MURO

Non abbiamo potuto ad esempio visitare la Spianata delle Moschee/Monte del Tempio (Al Haram Ash Sharif) perché proprio nei giorni in cui eravamo a Gerusalemme ci sono stati scontri e hanno chiuso l’accesso a tutti e ovviamente anche ai turisti. Nel Mondo esistono pochi luoghi sacri e contesi come questo, è la piu’ grande polveriera che ci sia…è oggetto di venerazione per gli Ebrei, in quanto luogo in cui sorgevano il Primo e Secondo tempio mentre per i musulmani è uno dei luoghi piu’ venerati dell’Islam dopo la Mecca e la Medina.

IL MURO DEL PIANTO
PENSILINA ACCESSO AL MONTE DEL TEMPIO
VEDUTA DELLE CUPOLA DELLA ROCCIA DALLE MURA CHE CIRCONDANO GERUSALEMME

Una meta sicuramente difficile e tormentata, ma quando nelle strade di Gerusalemme si sente la chiamata alla preghiera, nella città vecchia di Ramallah si assaggiano i piu’ buoni falafel del Mondo, a Betlemme si spande il profumo delle spezie e dal Monte degli Ulivi puoi ammirare il tramonto sulla città vecchia, ci si rende conto di come si tratti di un luogo veramente magico, affascinante, frustante, e tanto tanto seducente.

TRAMONTO VISTO DAL MONTE DEGLI ULIVI

In ogni caso osservato da vicino, con gli occhi giusti e sognanti, si rivela un posto che unisce popoli diversi in uno strettissimo legame con la loro terra.

Questo primo post sarà generale, troppe le cose da dire e raccontare di questo viaggio che dovrò sicuramente dividere in più tappe…

COME CI SIAMO ORGANIZZATI??

Atterrati a Tel Aviv ci siamo rimasti due notti per poi muoversi con auto a noleggio verso Gerusalemme dove siamo rimasti tre notti. Durante la permanenza a Gerusalemme abbiamo prenotato un tour di un giorno per la Palestina/Cisgiordania , passando il muro con Abraham Tour…esperienza unica con guida Palestinese di Betlemme.

Siamo adesso nuovamente soli e il nostro giro continua verso il Mar Morto e sempre in auto diretti a Nord, Lago di Tiberiade, Nazareth, Akko (Acri) e Haifa, poi giù lungo la costa per fare rientro a Tel Aviv…

Vi parlerò adesso di alcune importanti informazioni sui controlli per entrare in Israele. Intanto vi consiglio di non prenotare il volo con la Compagnia Aerea El Al , perchè mi hanno riferito che i controlli sono lunghi, pressanti e estenuanti…

Il nostro volo era con Alitalia e all’arrivo all’aeroporto di Tel Aviv-Ben-Gurion i controlli sono stati come all’arrivo in qualsiasi altro paese, molto tranquilli e abbastanza veloci. Più difficile è stato invece lasciare Israele!

Tel Aviv-Ben-Gurion

Avevo sentito parlare di qualche osticità da parte di Israele di fronte a timbri di paesi arabi sul passaporto, sul mio era presente quello del Marocco e Tunisia e avevo paura di passare ore in fila a controlli con domande in inglese che miste all’ansia non sono proprio il massimo…per fortuna non è successo all’andata nulla di tutto questo mentre diverso è stato per un ragazzo che viaggiava da solo, conosciuto nel tour in Palestina. Per motivi di lavoro era stato sia in Malesia che negli Emirati Arabi. Fin dallo scalo a Fiumicino è stato interrogato singolarmente negli uffici della polizia, con più interrogatori incrociati, PAZZESCO!!!

Ma andiamo per gradi…:

Il visto d’ingresso per Israele: come funziona…

Per soggiorni in Israele fino a una durata massima di 90 giorni non serve richiedere un visto turistico. Per entrare nel paese basta esibire un passaporto con validità residua di almeno sei mesi, come per tutte le più comuni destinazioni.
Visto che nel mondo ci sono paesi che non accettano passaporti contenenti timbri o visti israeliani (Libano, Syria, Iran, l’Arabia Saudita e il Kuwait) per fortuna per ovviare a questo problema Israele ha deciso di non apporre un normale timbro sul passaporto.

Viene consegnato a chi entra nel paese, un piccolo tagliando azzurro con i dati personali del viaggiatore, e che riporta ora e data di arrivo e termini di validità del visto (i famosi 90 giorni). Il tagliando vale come permesso di soggiorno per gli stranieri e deve essere esibito sempre in arrivo in hotel o se chiesto dai militari per strada, tenetelo perciò come un bene prezioso.

Addirittura sul tagliandino a seconda del paese di provenienza viene assegnato un grado di pericolosità, chissà quale sarà stato il nostro ?! Va conservato con cura per tutto il tempo della permanenza ed è da esibire in caso di ingresso nei Territori Palestinesi. Al momento dell’uscita da Israele viene invece rilasciato un biglietto di permesso di uscita di colore giallo.

L’interrogatorio all’andata:..

Ripeto per fortuna a noi niente…è filato tutto liscio, ma parlando con persone conosciute durante il viaggio mi hanno raccontato di essere stati sottoposti a interrogatori lunghi anche un’ora! Importante mantenere la calma e comportarsi sempre educatamente, rispondere sicuri e non essere mai vaghi perché pare che siano molto sospettosi.

Ah una cosa importante, se alloggiate in hotel una stampa della prenotazione potrebbe tornarvi utile.

Ben diverso invece è stato per il rientro in Italia…

…al ritorno:

Ci siamo presentati in aeroporto circa con 3 ore di anticipo sul nostro volo, per evitare che i controlli ce lo facessero perdere. Già all’ingresso dovendo lasciare l’auto a noleggio, dei militari armati di mitra l’hanno controllata in ogni sua parte e ci hanno chiesto i passaporti, ma tutto molto veloce! Il primo step è andato. Appena dentro, ci mettiamo in coda per varcare i controlli di sicurezza ma ci accorgiamo che prima ci sono delle scrivanie con degli addetti intenti a porre domande su domande…Ci fa cenno una ragazza giovane che ci chiede subito i passaporti e il visto e da adesso in poi inizia il questionario!!!!

“Perché siete venuta in Israele? Dove siete stati? Che relazione c’è fra voi?

“In Italia dove vivete? Avete visitato la Palestina?

“Chi ha fatto la valigia? le valigie sono state sempre con voi, o le avete lasciate incustodite?

Oh mamma …che ansia pazzesca!!!

Rispondiamo a tutto e per fortuna la tizia ci rende i passaporti e ci fa cenno di proseguire con la fila, a questo punto un’altra tizia ci indica di andare a fare una sorta di check-in ma leggermente diverso, i bagagli ci vengono restituiti e siamo noi che li dobbiamo portare in una successiva stanza dove li fanno passare dentro una macchina simile a una risonanza magnetica e dopo un controllo minuzioso di ogni singolo oggetto contenuto all’interno ci attaccano finalmente un’etichetta di via.

Il bagaglio a mano viene aperto e controllato….

Ce l’abbiamo fatta rientriamo a casa dopo piu’ di un’ora di code e controlli…solitamente quando lascio un paese sono sempre un po’ triste ma in questo caso ne ero contenta!!

Passiamo adesso a un altro importante punto da non sottovalutare:

LO SHABBAT

Per gli Ebrei-religiosi e non-il giorno di riposo dello Shabbat è un’occasione per dedicarsi alla famiglia. In tutto il paese, ogni venerdì sera gli ebrei si ritrovano con i loro cari per l’accensione rituale delle candele, la benedizione del vino e la cena. Inizia ogni Venerdì 18 minuti prima del tramonto (o 36 a Gerusalemme) e termina il Sabato sera un’ora dopo il tramonto (secondo la legge ebraica, finchè non sono visibili in cielo 3 stelle). Lo Shabbat non è uguale in tutto il paese meno osservato a Tel Aviv che a Gerusalemme (tranne Est che è musulmana).

In linea di massima è preferibile non arrivare di Venerdì…quando siamo arrivati noi? Di Venerdì! SI…

Usciti infatti dall’aeroporto abbiamo avuto difficoltà a trovare un mezzo che ci portasse a Tel Aviv, niente autobus o taxi collettivi che si chiamano Monit Sherut . Dopo tanto cercare abbiamo avuto la fortuna di dividere un taxi con altri turisti provenienti da Londra, lui italiano di Napoli con parenti ebrei in Israele, lei inglese.

Ogni estate visitano i loro parenti e passano le loro vacanze a Tel Aviv.

Diciamo che arrivare in Israele con lo Shabbat non è il massimo, molti ristoranti e locali sono chiusi come i mercati locali. In ogni caso, è anche una parte memorabile di una visita in questi luoghi, che ti fa vivere un’atmosfera particolare.

CARMEL MARKET DURANTE LO SHABBAT
CARMEL MARKET DURANTE LO SHABBAT

Devo spendere assolutamente due parole per la cucina regionale:

Si passa dalla tradizione mediorientale a quella mediterranea ma è presente anche cucina fusion franco-israeliana. Ristorati, bistrò alla moda e locali bellissimi offrono una vasta scelta di piatti deliziosi, alcuni introvabili altrove altri meno caratteristici ma altrettanto buoni. Non potete non assaggiare il famoso HUMMUS crema di ceci accompagnata da pane PITA fresco o come fanno gli arabi con carne macinata. Una differenza è che mentre gli ebrei lo mangiano a tutte le ore del giorno, gli arabi lo mangiano per tradizione al mattino o nel primo pomeriggio. E poi vi consiglio le OLIVE locali in vendita nei mercati, i FALAFEL caldi appena fritti e la SHAWARMA carne di pollo, tacchino o agnello cotta su un grande spiedo tagliata a fettine sottili e infilata in una pita morbida e calda. Il migliore Street Food!

E cosa dire dello SHAKSHUKA piatto piccante a base di uova e pomodori stufati, consumato di solito per la prima colazione, in pratica il nostro “uovino del contadino!”

Mercato di Mahane Yehuda Gerusalemme
FALAFEL A RAMALLAH
FORMAGGI AL Mercato di Mahane Yehuda a GERUSALEMME

E poi c’è la cucina Kasher o Kosher per gli Ebrei e Halal per i Musulmani che mi affascina enormemente…

Entrambi le religioni permettono il consumo soltanto di certi tipi di carne e considerano il maiale l’animale più impuro. Anche la macellazione segue regole di base: l’animale viene benedetto e deve essere sgozzato da una Rabbino competente che si chiama “Shochet” , ancora cosciente con una lama affilata e non seghettata. Un solo taglio alla gola! L’alimentazione Kasher consente il consumo di carne di mammiferi ruminanti che abbiano lo zoccolo diviso in due parti (quindi SI a carne BOVINA, OVINA e CAPRINA), NO al coniglio, e al cavallo

NO a crostacei e frutti di mare, anfibi, rettili e insetti, alcuni volatili e tipi di pesce privi di pinne e/o squame.

Successivamente vengono esaminati gli organi interni dell’animale per controllare che non ci siano difetti o tracce di malattia che lo rendano impuro: questa operazione si chiama “bediqat,” appunto controllo.

Ogni animale non macellato secondo le regole è automaticamente impuro e illecito.

Divieto di mescolare carne e latticini nello stesso pasto: la Torà in ben tre passi raccomanda di non cuocere “il capretto nel latte di sua madre”, partendo da questa norma, la tradizione rabbinica ha proibito il miscuglio e il cucinare latte o derivati come il burro e carne insieme.

Per questo motivo gli ebrei osservanti hanno due servizi di piatti e stoviglie diversi, scomparti distinti in frigorifero, ed anche spugne separate.

Insomma un bel po’ di regole che dovrebbero pero’ rendere sana la cucina!

Per i Musulmani i cibi permessi prendono il nome di HALAL mentre un cibo proibito è definito HARAM

Anche in questo caso la carne è permessa se gli animali sono arrivati vivi e sani al macello, e se si è effettuata la macellazione rituale invocando il nome del Dio. L’animale non deve soffrire e la carne deve essere priva di sangue, in ogni caso il cibo deve seguire le norme alimentari contenute nel Libro Sacro e detti attribuiti al profeta Maometto.

Tra le specialità palestinesi vi sono le tre M: Majadra (riso e lenticchie guarnito con cipolle fritte), Mansaf (agnello cotto nello yogurt e servito su un letto di riso) e Makloubeh (uno sformato capovolto con strati di pollo o agnello, riso e verdure)

Se mi chiedessero cos’è Israele, rispondere cosi’:

– il profumo del melograno, la sua spremuta!!!

Al prossimo post amici!

Una cosa che mi sento di dire visto che la situazione politica può cambiare in ogni momento, prima di intraprendere un viaggio in queste terre informatevi presso il sito viaggiare sicuri del Ministero degli Affari Esteri disponibile anche in versione APP per smartphone

E come sempre ricordo le amiche di Katinka Travel che sono il massimo per efficienza, competenza e professionalità!!

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